Segnalibro Eco Albero della Sapienza 2024

28 dicembre 2023 - ore 16,52
  • segnalibro_in_carta_piantabile_con_semi2c_carta_che_germoglia2c_cresce_e_fiorisce_retro.pngSiamo lieti di presentare il progetto Segnalibro Eco 2024.
    La nostra casa editrice sta organizzando la produzione di segnalibri fatti con carta ecologica piantabile che germoglia grazie alla presenza di migliaia di semi inseriti nel suo impasto, biodegradabile e d'aiuto per l'ambiente.

    Il segnalibro Albero della Sapienza into the garden of antiquity permetterà ai nostri lettori di avere a portata di mano un set di semi scelto sulle biodiversità aromatiche del giardino antico per dar vita a quelle piante che allietavano gli hortii delle case di epoca classica, come oggi ancora ci raccontano le fonti filologiche e gli splendidi affreschi delle ville romane.

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    Con l’ordine di libri dal nostro catalogo riceverai in omaggio il nostro segnalibro, amico dei lettori e della natura e una matita ecologica con semi da piantare.
    Il Segnalibro Eco 2024 Albero della Sapienza into the garden of antiquity rappresenta uno strumento di comunicazione utile ed elegante. Terminata la lettura del tuo libro, potrai così conservarne il ricordo dando vita a delle splendide piantine da far germogliare e curare.




    FIORI EDULI

    Acetosella - i suoi fiori hanno un sapore acidulo, ma meno delle foglie. Si mescolavano all'insalata proprio per questo delicato sapore d'aceto.

    Allium - facevano uso dei fiori dell’allium (porri, erba cipollina, aglio…) il porro era usatissimo dai Romani,

    Asparagi selvatici - bolliti o conditi in salsa agrodolce.

    Basilico - usavano i fiori anche in vari colori, dal bianco al rosa al blu. Il sapore è simile alle foglie, ma più delicato, ma li usavano soprattutto per decorare le pietanze.

    Borragine – Di una bella tonalità blu, il fiore sa di cetriolo. Plinio: «Un decotto di borragine allontana la tristezza e dà gioia di vivere»


    GELSOMINO
    Calendula – Di gusto piccante, ha un colore dorato che porta un raggio di sole in qualsiasi piatto. Il nome deriva dal latino Calendae, ovvero il primo giorno del mese, dato che fiorisce una volta al mese durante tutta l'estate. I romani insaporivano carni e insalate con un’originale “vinaigrette” preparata con fiori di calendula e aceto. In alcune cerimonie sacre i sacerdoti officiavano con al collo ghirlande di fiori di Calendula.

    Carciofi - che sono fiori, carciofi selvatici e dal I secolo d.c. anche coltivati e provenienti dalla Sicilia.

    Cardo - gustoso il suo fiore, Plinio nella sua “Storia Naturale” lo annovera fra gli ortaggi pregiati. Molto usata fin dall'antichità a scopo medicinale per i problemi biliari, il cardo ha splendidi fiori violetti circondati da un'aureola bianca e pungente.

    Cerfoglio – I fiori sanno di anice, pianta annuale importata in Europa dai Romani dalla Russia meridionale, dal Caucaso o dal Medio Oriente;


    LAVANDA
    Coriandolo – il fiore ha un'aroma leggermente speziato che ricorda il limone. Secondo Plinio il Vecchio (Naturalis Historia, XX, 82), mettendo alcuni semi di coriandolo sotto il cuscino al levar del sole si poteva far sparire il mal di testa e prevenire la febbre. Comunque i romani lo spargevano fresco nel sugo di carne perchè acquistava sapore.

    Dente di leone (tarassaco) – I romani ne usavano sia le fogli che i fiori. Questi ultimi venivano fritti in pastella. La salsa di fiori di tarassaco era a base di aceto di vino.

    Finocchio selvatico – I fiori gialli venivano fritti aggiungendo sale o miele secondo i gusti. Anticamente si adorava una ninfa detta "la Dea del Finocchio Selvatico", le cui sacerdotesse si cingevano la fronte con i rami profumati della finocchiella.

    Gelsomino – Questi fiori super fragranti venivano usati nei dolci e nei biscotti.

    Issopo – Sia il fiore che le foglie hanno un sottile gusto di anice e di menta ma un po' amaro. Usato dai romani per condire carni e focacce.


    ROSMARINO
    Lavanda – Veniva usata per i dolci, per il sapore speziato e profumato dei suoi fiori. Plinio il Vecchio ne esalta le qualità curative, già usata dagli etruschi, che i romani amavano porre nelle vasche dei bagni come profumo e cura per il corpo per le sue qualità rinfrescanti, infatti è proprio dal verbo lavare che il fiore prende il suo nome.

    Lilla (Sirynga) – Odore pungente, aroma agrumato, ci si preparavano profumi e si ricavava anche l'olio da massaggio per reumatismi e dolori. I fiori freschi potevano servire ad allontanare gli spiriti malvagi. Si usavano nelle creme dolci miste a miele e tuorli d'uovo, con cui talvolta si spalmavano le focacce.

    Limone - ha fiori dolci e molto profumati. Non si usava il limone se non come medicina, però se ne usavano i fiori spargendoli freschi sui cibi caldi.

    Menta - Usata anche nelle bibite fresche con cannella e miele.

    Monarda – I suoi fiori rossi hanno il sapore di menta.

    Nasturzio – Uno dei fiori commestibili più usati. Di colori brillanti e di sapore dolce, spesso uniti ai semi di calendula.


    ROSA
    Ravanello – Di diversi colori, i fiori hanno un distinto sapore pepato.

    Rosa – I petali hanno un sapore profumato ideale in bevande, dolci e marmellate. I romani utilizzavano violette e petali di rosa per decorare le pietanze.

    Rosmarino – I fiori sono di sapore più leggero rispetto alle foglie; molto usato anche come guarnizione delle portate.

    Rucola – I suoi fiori hanno un piacevole sapore pepato molto più forte delle foglie. Veniva usato nelle insalate ma pure per le carni.

    Salvia – Sapore simile a quello delle foglie, ma più delicato.

    Verbena odorosa –I fiori bianchi hanno sentore di limone. Ottimo il te e nei dolci

    Viola – Con un sapore delicato di menta. I romani vi decoravano le pietanze, ma le univano anche nei dolci.

    Zafferano - Veniva usato nelle salse che acquistavano così oltre al sapore un colore dorato intenso. Ma usavano ricoprire le strade di zafferano per onorare il passaggio di un principe, o generale o imperatore.

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